Il protagonista della storia è mio marito.
La diagnosi è arrivata dopo alcune indagini. Tre anni prima gli era stata diagnosticata la polmonite, in seguito a dolore al torace e febbre. Una lastra evidenziò la situazione.
Dopo la cura non c'è stato più nulla, fece una lastra di controllo dopo 40 giorni, più o meno l'immagine all'RX era la stessa .
Si disse che comunque era guarito.
Nel mese di aprile, aveva problemi come malessere, poi un po' di febbre, qualche colpo di tosse.
Fa un RX torace e l'immagine era sovrapponibile a quella di tre anni fa.
A questo punto, seguono una serie di indagini che fanno avere una diagnosi.
Con la broncoscopia sappiamo che si tratta di un tumore neuroendocrino, per questo in tre anni, la situazione non è molto cambiata.
Mio marito è stato operato il 15 maggio scorso, l'esame istologico ha confermato che si trattava di tumore neuroendocrino, fortunatamente "tipico", è una forma poco aggressiva.
Dopo circa 20 giorni dall'intervento inizia una tosse che non consente una vita normale, non riesce a parlare senza tossire, e mentre si muove. Smette di tossire completamente da sdraiato e mentre mangia.
Il chirurgo non sa spiegarsi il motivo, gli consigliano, una terapia con cortisone, per circa 15 giorni, ma non cambia nulla, gli consigliano, consultandosi anche con uno pneumologo, di provare alcuni farmaci, come lyrica. Nulla!
Mio marito è un medico cardiologo, dopo alcune informazioni che ha trovato lui documentandosi, si è recato da un otorino, il quale dopo una veloce visita, ha ipotizzato potesse essere stato "toccato" il nervo vago, e quindi qualche sollecitazione alle corde vocali.
Gli consigliò di tornare a settembre, era troppo presto rispetto alla data dell'intervento, per poter fare altri esami. Mio marito intanto continuava a tossire, la tosse non gli consentiva una vita sociale o lavorativa possibile, era invalidante.
Trovò l'indicazione di rivolgersi a un/una logopedista.
L'otorino gli diede il nominativo di una logopedista a Roma, gli disse, ma non so cosa potrà fare....
Mio marito andò un venerdì sera alle 18, con una cannuccia e una bottiglia di acqua. Tornò a casa dopo 40 minuti di esercizi e NON TOSSIVA PIÙ.
Per una settimana ha seguito le indicazioni della logopedista, è tornato al suo studio per un'altra seduta, ma da allora non ha più tossito.
Questo è quanto volevo raccontare, facendo ricerche online, perchè volevo condividere l'esperienza positiva, ho scoperto Aimac, se altri pazienti si ritrovano con un problema come quello di mio marito, tosse continua invalidante,come conseguenza di intervento al polmone, ebbene qualcuno potrebbe trovare la soluzione . Ne sarei felice.
Per quanto riguarda il tumore, mio marito è seguito da un team che gli consiglierà e seguirà nei vari passi da fare.


