La Legge 18 luglio 2025, n. 106 ha introdotto alcuni nuovi diritti per i lavoratori che convivono con patologie invalidanti causate dal cancro o da altre patologie gravi, anche rare. L’obiettivo è chiaro: rendere più semplice conciliare il percorso di cura con la vita lavorativa, evitando che la malattia diventi motivo di esclusione o perdita del lavoro o riduzione del reddito professionale.
A dicembre 2025, la Circolare INPS n. 152/2025, ha fornito le istruzioni operative per l’applicazione dei nuovi istituti riguardo ai lavoratori dipendenti.
È importante sottolineare che queste misure non sostituiscono le tutele già previste dall’ordinamento: si aggiungono a un sistema di diritti consolidato, che Aimac illustra nel proprio libretto su I diritti del malato di cancro e che continua a rappresentare un punto di riferimento fondamentale per chi affronta una diagnosi di tumore.
Un sistema di tutele che si rafforza
La legge 106/2025 introduce tre novità principali per i lavoratori dipendenti.
- Nuovo congedo non retribuito fino a 24 mesi – Per i lavoratori dipendenti pubblici e privati con patologie oncologiche, croniche o invalidanti (con invalidità pari o superiore al 74%), viene istituito un congedo non retribuito e senza contribuzione fino a 24 mesi, continuativo o frazionato, durante il quale il posto di lavoro è garantito. Il periodo di congedo non è computato nell’anzianità di servizio ma può essere riscattato ai fini pensionistici con contribuzione volontaria a carico dell’interessato. Il congedo è compatibile con il godimento di ulteriori benefici economici e giuridici ed è fruibile una volta esauriti gli altri periodi di assenza giustificata.
- Priorità nello smart working - Al rientro dal congedo, il lavoratore ha diritto a una corsia preferenziale per il lavoro agile, se compatibile con le mansioni.
- Più permessi retribuiti - Dal 1° gennaio 2026, i lavoratori con patologie oncologiche in fase attiva o in follow up precoce, o affetti da malattie croniche o invalidanti anche rare che comportano un’invalidità uguale o superiore al 74% e i genitori di minori con le stesse condizioni, possono fruire di 10 ore/anno aggiuntive di permesso retribuito per visite, esami e terapie.
Questi diritti si aggiungono a quelli già esistenti
Le nuove misure si integrano con un sistema di tutele già molto articolato, che rimane pienamente in vigore. Tra i principali istituti ricordiamo:
- Assenza per malattia
- Permessi ex Legge 104/1992
- Congedo per cure degli invalidi (30 giorni)
- Assenze per terapie salvavita
- Diritto prioritario allo smart working (D.Lgs. 105/2022)
Questi istituti restano pienamente validi e continuano a rappresentare la base del sistema di protezione dei lavoratori malati di cancro.
Una tutela anche per i lavoratori autonomi
La legge 106/2025 dedica un articolo specifico ai lavoratori autonomi che svolgono prestazioni continuative per un committente, come previsto dall’art. 14, comma 1, della Legge 81/2017.
In caso di patologia oncologica, cronica o invalidante (con invalidità uguale o superiore al 74%), il lavoratore può, presentando una certificazione medica che attesti l’impossibilità temporanea di lavorare, sospendere l’esecuzione della prestazione per un periodo massimo di 300 giorni per anno solare. Durante la sospensione, il committente non può risolvere il contratto per questo motivo.
Anche per gli autonomi esistono già tutele importanti
La nuova misura si aggiunge ai diritti già riconosciuti ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti, che – pur non essendo equiparabili a quelli dei dipendenti – rappresentano strumenti fondamentali per affrontare un percorso di cura. Tra questi:
- Indennità di malattia per gli iscritti alla Gestione Separata INPS: garantisce un sostegno economico nei periodi di incapacità temporanea al lavoro.
- Indennità di malattia e misure assistenziali delle Casse professionali: ogni Cassa (avvocati, commercialisti, ingegneri, giornalisti, ecc.) prevede forme di tutela specifiche per i propri iscritti, spesso comprensive di indennità giornaliere, contributi straordinari o sospensioni contributive.
Queste tutele, insieme alla nuova possibilità di sospendere la prestazione fino a 300 giorni, contribuiscono a costruire un quadro più solido per chi lavora in autonomia e deve affrontare un percorso di cura.
Per approfondire:
Vai alla sezione libretto Aimac dedicato ai lavoratori autonomi e liberi professionisti


