Concluse le terapie, il paziente deve sottoporsi a con- trolli periodici che comprendono visita medica, analisi del sangue e alcuni esami strumentali (TC/RMN/PET, v. pag. 11). È questo ciò che i medici definiscono convenzional- mente follow-up. La frequenza dei controlli è inizialmente ravvicinata (sei mesi) per poi diradarsi nel tempo (una volta all’anno). Inoltre, se il paziente accusa effetti collaterali dopo il trattamento, i controlli possono essere più frequenti fino alla risoluzione dei disturbi.
Se nell’intervallo tra un controllo e l’altro il paziente ha dei problemi o avverte nuovi sintomi, deve rivolgersi allo spe- cialista di riferimento. Non vi sono indicazioni di principio a eseguire esami radiologici periodici, in quanto non è stato dimostrato che ciò consenta di prolungare la sopravvivenza dopo un’eventuale recidiva. Pertanto, tali esami potranno essere richiesti, a giudizio del medico, sulla base dei sintomi riferiti o di alterazioni agli esami del sangue meritevoli di un approfondimento.


